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Princess Cruises: com’è a bordo?
Quando salgo per la prima volta su una nave, dopo tante crociere, penso sempre di riuscire a capire abbastanza velocemente che tipo di esperienza mi aspetta. Con Princess Cruises è successo solo in parte, perché nei primi giorni ho iniziato a notare una serie di piccole differenze rispetto alle compagnie con cui avevo viaggiato più spesso.
La sensazione più evidente è stata che a bordo non c’era quella necessità continua di attirare l’attenzione dei passeggeri, riempire ogni momento della giornata o trasformare qualsiasi spazio in un’attività. Anche i rapporti tra ospiti, crew, artisti e ufficiali mi sono sembrati meno rigidi di quanto mi aspettassi.
Dopo tante crociere, sono proprio questi dettagli a interessarmi di più, perché le piscine, il buffet e il teatro ormai li trovi ovunque. A fare la differenza è come si vive la nave durante una normale giornata a bordo. Su Princess alcune cose mi hanno convinta parecchio, mentre altre decisamente meno.
La prima impressione: Princess ha un ritmo tutto suo
Princess mi ha dato fin dall’inizio l’impressione di una compagnia che non sente il bisogno di mostrarti continuamente quanto offre. Le attività ci sono, il programma giornaliero è pieno e gli spazi comuni sono vissuti, ma non ho percepito quella pressione costante a partecipare a qualcosa.
Tra la Piazza, i bar, la musica dal vivo, i ristoranti e le lounge, ognuno sembrava organizzare la propria giornata con una certa libertà. È un modo di vivere la crociera che personalmente apprezzo: controllo cosa c’è in programma, scelgo quello che mi interessa e per il resto mi godo la nave come preferisco.
Un’atmosfera più tranquilla, ma non noiosa
Definire Princess tranquilla potrebbe far pensare a una nave sulla quale dopo cena non succede più nulla, ma non è quello che ho trovato. Durante il giorno ci sono quiz, musica, spettacoli e diverse attività, mentre la sera puoi andare a teatro, ascoltare musica dal vivo, bere qualcosa oppure fermarti semplicemente in uno degli spazi comuni.
La differenza, almeno per come l’ho percepita io, è che l’intrattenimento non invade la nave. Se vuoi partecipare hai diverse possibilità, ma se preferisci fare altro puoi tranquillamente ignorare il programma senza avere continuamente la sensazione di esserti perso qualcosa.
Il pubblico che ho trovato a bordo
Anche il pubblico contribuisce parecchio a creare questa atmosfera. Nella mia crociera ho trovato passeggeri soprattutto internazionali e adulti, molte coppie e parecchie persone già abituate a viaggiare.
La cosa migliore di Princess?
Se dovessi scegliere l’aspetto che ricordo più volentieri di Princess, direi prima di tutto le persone, perché a bordo ho trovato una disponibilità molto naturale da parte della crew e un rapporto con gli ospiti meno impostato di quanto mi aspettassi.
È una caratteristica difficile da spiegare attraverso una lista di servizi, perché emerge soprattutto nelle situazioni quotidiane. E dopo parecchie crociere sono proprio quelle situazioni che permettono di capire quanto un servizio funzioni bene.
Quando avevo bisogno di qualcosa, potevo chiedere e generalmente trovavo qualcuno disposto ad ascoltare e a cercare una soluzione. Questo non significa che ogni richiesta venisse risolta immediatamente o che tutto fosse sempre perfetto, ma la disponibilità del personale si percepiva.
Con il tempo impari a distinguere un servizio semplicemente corretto da quello in cui senti che la persona davanti a te sta effettivamente cercando di aiutarti. Su Princess questa sensazione l’ho avuta diverse volte e, alla fine della crociera, è diventata una delle caratteristiche che ho apprezzato maggiormente.
Una sera, mentre ero al buffet, mi sono accorta che al tavolo accanto al mio c’era il comandante con la sua famiglia. Non partecipava a un evento ufficiale, non stava facendo fotografie con i passeggeri e non c’era nessuna occasione particolare: stava semplicemente cenando.
Può sembrare un episodio insignificante, ma mi è rimasto impresso perché racconta bene l’ambiente che ho trovato a bordo. Ruoli e gerarchie naturalmente esistono, come su qualsiasi nave, ma si percepiscono meno nella quotidianità e questo rende l’atmosfera più naturale.
Qualcosa di simile succedeva con gli artisti. La sera potevi vederli esibirsi e, qualche ora dopo, ritrovarli al pub o in uno degli spazi comuni mentre bevevano qualcosa e parlavano con gli ospiti.
Dopo qualche giorno inizi quindi a riconoscere le persone e non soltanto chi sale sul palco alle nove di sera. È una cosa semplice, ma contribuisce a creare una nave meno impersonale, nella quale chi lavora e chi è in vacanza non sembrano appartenere continuamente a due mondi separati.
Navi più classiche
Una delle caratteristiche che ho notato maggiormente è l’impostazione più tradizionale di molte navi Princess. Lounge, bar, corridoi, Piazza e spazi comuni mi hanno ricordato l’idea più classica della nave da crociera, prima che la corsa alle dimensioni trasformasse alcune unità moderne in vere destinazioni galleggianti.
Non considero questa impostazione automaticamente migliore. Semplicemente propone un modo diverso di trascorrere il tempo a bordo e, dopo aver provato diverse mega-navi, devo dire che personalmente non mi è dispiaciuto affatto.
Su Princess non hai continuamente davanti scivoli, simulatori o attrazioni gigantesche. Gli spazi sono pensati soprattutto per mangiare, bere qualcosa, ascoltare musica, assistere a uno spettacolo oppure stare in compagnia, senza che serva necessariamente un’attrazione a riempire ogni momento.
Per me non è stato un limite, perché non ho bisogno che una nave cerchi continuamente di intrattenermi. Se però scegli una crociera soprattutto per provare strutture e attività che difficilmente troveresti altrove, questo è un aspetto da considerare prima di prenotare.
Princess probabilmente non è la compagnia che sceglierei se la priorità fossero grandi attrazioni e attività ad alto impatto. Altre compagnie hanno investito molto di più in questo tipo di esperienza e sarebbe poco sensato sostenere il contrario.
Princess segue un’impostazione differente e proprio per questo mantiene un’identità abbastanza riconoscibile. Personalmente preferisco che una compagnia abbia un carattere preciso, anche quando non incontra i gusti di tutti, piuttosto che provi a offrire qualsiasi cosa a qualsiasi passeggero.
Il Medallion
Lo ammetto: prima di provarlo pensavo che il Medallion fosse soprattutto un gadget tecnologico, una versione più moderna della classica cruise card in formato tessera della cabina. Dopo qualche giorno ho cambiato idea, perché la sua utilità non sta in una singola funzione spettacolare, ma nel semplificare tante piccole operazioni che ripeti continuamente.
Non è certamente qualcosa che determina da solo la qualità di una crociera, però rende più fluidi diversi passaggi della giornata.
La prima differenza la noti semplicemente tornando in cabina. Quando ti avvicini alla porta con il Medallion, il sistema riconosce automaticamente la tua presenza e non devi ogni volta cercare la cruise card nella borsa o nelle tasche.
Preso singolarmente sembra un dettaglio da poco, ma se pensi che entri ed esci dalla cabina parecchie volte durante la giornata, dopo una settimana ti sei talmente abituato a questo meccanismo che tornare alla classica tessera sembra quasi un passo indietro.
Il Medallion viene utilizzato anche per molte altre operazioni quotidiane, dagli acquisti a bordo all’identificazione, oltre a integrarsi con diversi servizi disponibili attraverso l’app Princess.
Una delle funzioni più interessanti è la possibilità di ordinare cibo o bevande e riceverli nel punto della nave in cui ti trovi, quando il sistema riesce a localizzarti correttamente. Il vantaggio, quindi, non è avere più tecnologia a bordo, ma ridurre il numero di passaggi necessari per fare cose che avresti fatto comunque.
Il rovescio della medaglia è che, quando inizi ad affidarti alla tecnologia per tante attività, ti accorgi immediatamente quando qualcosa non funziona come dovrebbe. Un’app lenta, un caricamento che non parte oppure una localizzazione poco precisa diventano molto più fastidiosi proprio perché il sistema è integrato nella vita di bordo.
È il classico caso in cui una tecnologia ben fatta riesce a diventare quasi invisibile quando funziona, ma torna improvvisamente protagonista quando smette di collaborare. Il Medallion mi è piaciuto, quindi, ma non significa che l’intero ecosistema digitale Princess sia sempre impeccabile.
MedallionNet: internet a bordo
Con MedallionNet sono riuscita a gestire buona parte delle normali attività online senza particolari problemi. Per messaggi, consultazione di siti e utilizzi quotidiani la connessione può essere sufficiente, ma le prestazioni non sono necessariamente identiche durante tutta la navigazione.
È una distinzione importante perché ormai tendiamo a considerare il Wi-Fi come un servizio scontato. Su una nave, invece, bisogna ricordarsi che le condizioni sono diverse da quelle di una rete terrestre.
Per controllare i messaggi, leggere qualcosa online o svolgere normali attività sul telefono, nella maggior parte dei casi sono riuscita a utilizzare la connessione senza doverci pensare troppo. Ed è probabilmente questo il parametro più utile per chi vuole semplicemente rimanere collegato durante la crociera.
Non darei però per scontato che la velocità rimanga sempre uguale. La qualità può cambiare durante la navigazione e quindi giudicherei MedallionNet in base a quello che devi fare, più che attraverso un generico “funziona” oppure “non funziona”.
Se devi lavorare e hai bisogno di videochiamate o attività che richiedono una connessione continua, eviterei di organizzarmi contando esclusivamente sul Wi-Fi della nave. Una connessione satellitare condivisa può risentire della posizione, della copertura e del numero di persone che la stanno utilizzando.
Per un utilizzo normale può quindi essere più che adeguata, mentre per attività importanti conviene avere aspettative diverse. È una distinzione che farei con qualsiasi connessione a bordo, non soltanto con Princess.
A tavola
Il cibo è uno degli aspetti sui quali inevitabilmente faccio più confronti quando sono in crociera. Non mi interessa soltanto vedere quanti piatti vengono messi a disposizione: dopo alcuni giorni contano molto di più qualità, organizzazione e varietà reale.
Su Princess la qualità complessiva mi è sembrata piuttosto alta. Su alcune cose sono inevitabilmente difficile da accontentare e Princess mi ha confermato che il gusto di riferimento è soprattutto americano. La qualità degli ingredienti mi è sembrata buona, ma non ho trovato una varietà o una fantasia paragonabili a quelle che normalmente cercherei seguendo un gusto più italiano.
La pizza, per esempio, la fanno anche bene. Con la pasta, invece, abbiamo decisamente idee diverse su come dovrebbe essere preparata, mentre quello che viene proposto come espresso assomiglia più a una versione accorciata del classico caffè americano che al caffè a cui siamo abituati.
Non ne farei però un difetto assoluto, perché Princess serve principalmente un pubblico internazionale con una forte presenza nordamericana ed è logico che il menu ne rifletta i gusti. E, a essere sinceri, la ripetitività non riguarda soltanto le compagnie americane: anche Costa propone da tempo menu molto simili, quindi non userei certo questo parametro per stabilire da solo chi cucina meglio.
Il mio giudizio resta quindi positivo sulla qualità, un po’ meno sulla varietà. Se sali a bordo aspettandoti una cucina pensata per il nostro palato probabilmente noterai la differenza; se invece accetti un’impostazione gastronomica diversa, troverai comunque parecchie cose fatte bene.
L’intrattenimento
L’intrattenimento su Princess mi è sembrato meno invadente rispetto a quello di altre compagnie. Il programma offre diverse possibilità, ma non ho avuto l’impressione che ogni spazio della nave dovesse continuamente trasformarsi in uno spettacolo.
La musica dal vivo, invece, è una presenza che ho notato parecchio. Più che il singolo grande evento, sono stati proprio i musicisti e le diverse esibizioni distribuite durante la giornata e la sera a dare continuità all’intrattenimento.
A teatro trovi produzioni, cantanti e spettacoli organizzati secondo la formula classica della crociera. Alcune serate mi hanno coinvolta più di altre e non direi che le produzioni teatrali siano state l’elemento che mi ha colpito maggiormente.
Quello che ho apprezzato è stato piuttosto il modo in cui l’intrattenimento continuava anche una volta usciti dal teatro. Non avevi la sensazione che lo spettacolo principale rappresentasse necessariamente il punto di arrivo della serata, perché negli altri spazi della nave continuavano musica e attività.
Gli artisti sono probabilmente la parte dell’intrattenimento che ricordo meglio. Li vedevi esibirsi e poi poteva capitare di ritrovarli più tardi al pub, mentre bevevano qualcosa oppure parlavano con gli ospiti.
Ripetendo questa dinamica per diversi giorni, inizi inevitabilmente a riconoscere alcune persone e gli artisti diventano quasi volti familiari della crociera. È un dettaglio che rende l’ambiente meno impersonale e rafforza quella sensazione di nave vissuta in modo naturale che ho ritrovato in diversi momenti del viaggio.
Una mia serata poteva iniziare con la cena, continuare con uno spettacolo a teatro e poi spostarsi verso un locale con musica dal vivo. Da lì magari finivo a O’Malley’s, per poi fare ancora un giro sulla nave prima di tornare in cabina.
È un tipo di serata che non richiede necessariamente una pianificazione precisa. Controlli quello che c’è, scegli ciò che ti interessa e poi decidi sul momento dove andare. Personalmente è proprio così che mi piace vivere una nave.
E l’inglese?
L’inglese è la lingua principale a bordo e su questo è meglio essere chiari. Lo senti negli annunci, nelle attività, negli spettacoli e naturalmente lo utilizzi quando devi parlare con la crew.
Questo non significa, però, che serva una conoscenza perfetta della lingua per trascorrere una buona crociera. Molte delle situazioni quotidiane richiedono una comunicazione piuttosto semplice e, una volta presa confidenza con la nave, parecchie cose diventano automatiche.
Per ordinare qualcosa, chiedere un’informazione o capire le indicazioni principali può bastare un inglese semplice. Non devi sostenere una conversazione complessa ogni volta che vuoi prendere un caffè o chiedere dove si trova un ristorante.
Il discorso cambia quando la lingua diventa parte dell’intrattenimento. Se vuoi partecipare a un quiz, seguire uno spettacolo basato sui dialoghi oppure ascoltare un comedian per tre quarti d’ora, una buona comprensione dell’inglese fa inevitabilmente la differenza.
Le cose che Princess potrebbe fare meglio
Princess mi è piaciuta, ma questo non significa che abbia funzionato tutto allo stesso modo. Uno degli aspetti che migliorerei è l’ecosistema digitale: il Medallion è comodo, ma proprio perché finisci per utilizzarlo spesso, un’app lenta o un servizio che non risponde come dovrebbe diventano immediatamente più fastidiosi.
Anche MedallionNet ha i suoi limiti. Per un utilizzo quotidiano può essere adeguato, ma se hai bisogno di una connessione molto stabile per lavorare non darei per scontato di poter fare tutto esattamente come a casa.
Poi ci sono caratteristiche che considero più una questione di gusti che veri difetti. Lo stile più classico delle navi può piacere molto oppure sembrare datato, così come un intrattenimento meno orientato alle grandi produzioni può essere perfetto per alcuni e poco coinvolgente per altri.
Infine rimane la lingua. Nella quotidianità si riesce a gestire abbastanza facilmente anche con un inglese non perfetto, ma alcune attività e soprattutto gli spettacoli basati sulla parola perdono inevitabilmente buona parte del loro valore se non riesci a seguirli.
Chi starebbe bene su Princess e chi probabilmente no
Consiglierei Princess soprattutto a chi apprezza un servizio presente, la musica dal vivo e un ambiente internazionale, ma anche a chi non sente il bisogno di avere continuamente una grande attrazione da provare. È una compagnia che, almeno per come l’ho vissuta io, lascia parecchio spazio al modo personale di vivere la giornata.
La sceglierei anche se volessi ritrovare una concezione più tradizionale della crociera, nella quale contano ancora molto i locali, gli spazi comuni, il teatro, il rapporto con la crew e il semplice piacere di stare a bordo.
Sceglierei invece un’altra compagnia se cercassi principalmente scivoli, simulatori, animazione molto intensa o grandi attrazioni, oppure se la mega-nave fosse per me la destinazione principale del viaggio. Lo stesso vale per chi vuole trascorrere una vacanza completamente in italiano: Princess non è pensata per offrire quel tipo di esperienza.
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Tornerei con Princess?
Sì, ci tornerei, ma non perché la considero una compagnia perfetta o perché abbia trovato tutto migliore rispetto alle altre crociere che ho fatto. Ci tornerei perché Princess mi ha lasciato una sensazione precisa e, dopo tanti viaggi in nave, non succede sempre.
Ricordo la disponibilità della crew, il comandante seduto al tavolo accanto al mio al buffet, gli artisti incontrati dopo gli spettacoli, le serate a O’Malley’s e quella possibilità di passare da un ambiente all’altro senza sentirsi continuamente dentro un programma organizzato.
Sono tutte cose che, prese singolarmente, probabilmente non ti farebbero scegliere una crociera guardando una brochure. Una volta a bordo, però, sono proprio questi dettagli a determinare quanto ti trovi bene durante una settimana di navigazione.
Princess non ha cercato continuamente di impressionarmi e forse è proprio questo il motivo per cui mi è piaciuto il suo modo di vivere la crociera. Ha alcuni limiti, non è adatta a tutti e ci sono aspetti che cambierei, ma è una compagnia sulla quale salirei nuovamente volentieri.
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In breve
- Atmosfera: internazionale e tranquilla, con attività presenti ma senza un’animazione che occupa continuamente gli spazi.
- Servizio: la disponibilità della crew è uno degli aspetti che mi ha convinto maggiormente.
- Medallion: molto più utile di quanto pensassi prima di provarlo, anche se l’ecosistema digitale può migliorare.
- Stile delle navi: più classico rispetto alle mega-navi costruite intorno a grandi attrazioni.
- Verdetto: Princess punta meno sull’effetto sorpresa e molto di più su come trascorri le giornate a bordo.
FAQ
Com’è Princess Cruises?
Princess offre un’esperienza internazionale con un ritmo generalmente più tranquillo rispetto alle compagnie che puntano soprattutto sulle grandi attrazioni. Servizio, musica dal vivo e spazi comuni hanno un ruolo importante nel modo di vivere la nave.
Princess Cruises è una compagnia di lusso?
Non la definirei una compagnia di lusso. Ha un servizio curato e alcuni elementi più tradizionali, ma rimane una proposta diversa dalle compagnie propriamente luxury.
Come funziona il Medallion Princess?
Il Medallion sostituisce di fatto la classica tessera e viene utilizzato per identificarsi, aprire la cabina, effettuare acquisti e accedere a diversi servizi collegati al sistema digitale Princess.
Il Wi-Fi Princess funziona bene?
Per messaggi, navigazione e utilizzi quotidiani può essere più che sufficiente, ma le prestazioni possono variare durante la navigazione. Se devi lavorare con collegamenti continui o videochiamate, non lo considererei equivalente a una normale connessione terrestre.
Che tipo di pubblico viaggia con Princess?
Il pubblico cambia in base alla nave, al periodo e all’itinerario. Nella mia crociera ho trovato passeggeri prevalentemente adulti e internazionali, molte coppie e diverse persone abituate a viaggiare.
Si parla italiano sulle navi Princess?
No. La lingua principale è l’inglese, utilizzato per annunci, attività, spettacoli e gran parte delle comunicazioni con la crew.
Princess Cruises è adatta ai giovani?
Dipende soprattutto dal tipo di vacanza che cerchi. Può piacere a chi ama musica dal vivo, locali e ambiente internazionale, mentre la consiglierei meno a chi cerca soprattutto grandi attrazioni, animazione continua e una vita notturna molto intensa.
Princess è meglio di MSC o Costa?
Non credo abbia molto senso stabilire quale compagnia sia migliore in assoluto, perché propongono esperienze differenti. Sceglierei Princess soprattutto per servizio, ambiente internazionale e ritmo di bordo, mentre Costa e MSC possono essere più adatte a chi cerca altre caratteristiche.







